Rodzic z dzieckiem

Il ruolo del genitore nell’approccio Reggio Emilia — partnership invece di delega

In molti modelli educativi i genitori hanno il ruolo di «clienti»: accompagnano il bambino al mattino, lo riprendono nel pomeriggio e ogni tanto ricevono un rapporto sui progressi. Nella filosofia Reggio Emilia è completamente diverso. I genitori sono considerati partner a pieno titolo nel processo educativo, e questo principio cambia tutto.

Il triangolo educativo: bambino — insegnante — genitore

L’approccio Reggio Emilia si basa sulla profonda convinzione che i migliori risultati educativi si ottengano quando bambino, insegnante e genitore formano una squadra coesa. Ognuno porta qualcosa di diverso: il bambino la sua curiosità, la sua energia e la sua creatività; l’insegnante la conoscenza pedagogica, l’osservazione e la capacità di creare le condizioni per l’apprendimento; il genitore la conoscenza intima del bambino, della sua storia, del suo temperamento e dei suoi bisogni. Nessuno di questi elementi è più importante degli altri: solo insieme formano il quadro completo.

Quando queste tre prospettive si incontrano e si completano, l’educazione diventa più della somma delle sue parti. Il bambino percepisce coerenza tra casa e scuola, il che gli dà sicurezza e gli permette di crescere liberamente. Le ricerche di psicologia dello sviluppo mostrano costantemente che i bambini che sperimentano coerenza tra i diversi ambienti hanno risultati migliori nello sviluppo emotivo e cognitivo.

Dialogo, non rapporti

All’Accademia dei Piccoli la comunicazione con i genitori non si limita ai colloqui o alle note sul diario. Puntiamo su un dialogo continuo: conversazioni all’uscita, riflessioni condivise sulla documentazione pedagogica, scambio di osservazioni. Quando un genitore racconta che a casa il bambino ha iniziato a interessarsi agli insetti, e noi vediamo che a scuola passa ore a osservare le formiche, insieme possiamo creare un progetto che approfondisca questa passione.

Questo dialogo richiede apertura e fiducia da entrambe le parti. I genitori devono avere fiducia che l’approccio delle insegnanti, anche se diverso dall’educazione tradizionale, sia al servizio del bambino. Le insegnanti devono ascoltare i genitori e considerare le loro osservazioni una fonte preziosa di informazioni. È una partnership, non una gerarchia. In pratica significa che i genitori sono invitati a condividere le loro osservazioni e le insegnanti a spiegare apertamente le proprie scelte educative.

La documentazione come ponte tra scuola e casa

Uno degli strumenti più belli per costruire questa partnership è la documentazione pedagogica. Nella nostra scuola documentiamo regolarmente i processi di apprendimento dei bambini: con foto, frasi dette dai bambini, descrizioni dei progetti e lavori creativi. Questa documentazione non è un «rapporto sui progressi» in senso tradizionale: non valuta e non confronta con le norme. È il racconto di come il bambino pensa, di ciò che lo emoziona e di come cresce.

Quando i genitori sfogliano questa documentazione, spesso scoprono lati del proprio figlio che non conoscevano, per esempio: «Non sapevo che riuscisse a concentrarsi così su un’unica attività». Oppure: «È incredibile quanto ha raccontato del nostro cane: a scuola dice cose che a casa non abbiamo mai sentito». Queste scoperte approfondiscono il rapporto tra genitore e figlio e rafforzano la fiducia nella scuola. La documentazione diventa un ponte che unisce i due mondi del bambino in un insieme coerente.

Coinvolgimento, non ingerenza

Vale la pena sottolinearlo: la partnership tra genitori e scuola non significa che il genitore debba controllare ogni aspetto dell’educazione o mettere in discussione ogni scelta pedagogica. Coinvolgimento significa essere presenti, interessati, aperti al dialogo. Significa leggere al bambino a casa, parlare di ciò che ha fatto a scuola, portare avanti i progetti che lo appassionano. Significa anche fidarsi che le insegnanti conoscano il proprio lavoro e lasciare loro lo spazio per svolgerlo.

La comunità della scuola

A Reggio Emilia la scuola dell’infanzia non è un’istituzione isolata, ma fa parte della comunità. All’Accademia dei Piccoli diamo grande valore alle relazioni tra le famiglie. Eventi comuni, picnic, laboratori per i genitori, la celebrazione condivisa delle tradizioni italiane e polacche: tutto questo costruisce un senso di comunità in cui i bambini vedono che gli adulti collaborano, si rispettano e creano insieme qualcosa di prezioso.

Perché, in fin dei conti, l’educazione del bambino non avviene solo nelle aule della scuola. Avviene ovunque: a casa, sulla strada per la scuola, a tavola, durante la lettura serale. Più casa e scuola vanno d’accordo, più ricca e completa è questa educazione.

Come potete essere partner?

Alcuni consigli pratici per i genitori che vogliono essere partner attivi nell’educazione dei figli: approfondite l’approccio Reggio Emilia, leggete, fate domande, parlate con le insegnanti. Continuate a casa ciò che il bambino fa a scuola: se è appassionato di insetti, andate insieme al parco con una lente d’ingrandimento; se ha dipinto in atelier, create a casa un angolo della pittura. Condividete le vostre osservazioni con le insegnanti: ogni informazione su ciò che vive il bambino fuori dalla scuola è preziosa per noi.

Ed è questo il cuore dell’approccio Reggio Emilia verso i genitori: non siete spettatori, siete co-autori. I vostri figli hanno bisogno di voi in questo processo, non come controllori, ma come alleati. E noi dell’Accademia dei Piccoli siamo qui per sostenere voi e i vostri figli, insieme, come una squadra.

Fonti e letture di approfondimento

  • Edwards C., Gandini L., Forman G. (a cura di), The Hundred Languages of Children: The Reggio Emilia Experience in Transformation, 3ª ed., Praeger, 2012.
  • Rinaldi C., In Dialogue with Reggio Emilia: Listening, Researching and Learning, Routledge, 2006.
  • Epstein J.L. et al., School, Family, and Community Partnerships: Your Handbook for Action, 4ª ed., Corwin, 2019.
Katarzyna Jaszczuk – Direttrice metodologica, Accademia dei Piccoli

L’autrice

Katarzyna Jaszczuk

Direttrice metodologica della scuola dell’infanzia Accademia dei Piccoli a Kabaty. È responsabile del programma educativo ispirato all’approccio Reggio Emilia, della documentazione pedagogica e del sostegno alle insegnanti nel lavoro quotidiano con i bambini. Conosci il nostro team

Leggi anche: La documentazione pedagogica — perché osserviamo e annotiamo invece di testare e valutare · Che cos’è l’approccio Reggio Emilia e perché cambia il nostro modo di pensare l’educazione?


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