L’inserimento alla scuola dell’infanzia — come aiutare il bambino in questo passo importante
Il primo giorno alla scuola dell’infanzia è un grande evento, non solo per il bambino ma anche per i genitori. Lacrime al momento del saluto, incertezza, nostalgia: sono emozioni naturali che accompagnano questo passaggio. La buona notizia è che l’inserimento è un processo che si può sostenere con saggezza. E all’Accademia dei Piccoli lo facciamo con grande cura ed esperienza.
L’inserimento è un processo, non un evento
La prima e più importante cosa da capire è che l’inserimento non avviene in un giorno. È un processo distribuito nel tempo: per alcuni bambini dura pochi giorni, per altri alcune settimane. Il ritmo è individuale e dipende da molti fattori: il temperamento del bambino, le sue precedenti esperienze di separazione, il rapporto con chi si prende cura di lui e persino il modo in cui i genitori stessi vivono questo momento. La teoria dell’attaccamento di John Bowlby spiega perché la separazione dal genitore è un’esperienza così forte e perché un legame sicuro è la chiave di un buon inserimento.
La cosa peggiore che si possa fare è paragonare il proprio bambino agli altri: «Zuzia il primo giorno non ha nemmeno pianto, e il mio Kacper alla terza settimana saluta ancora in lacrime». Ogni bambino ha i suoi tempi e la sua strada verso un luogo nuovo. Kacper non è «peggiore»: ha semplicemente bisogno di più tempo per sentirsi al sicuro. E va bene così. Alcuni bambini hanno bisogno di osservare più a lungo prima di sentirsi abbastanza sicuri da partecipare attivamente alla vita del gruppo.
Come preparare il bambino?
Conviene iniziare a prepararsi alcune settimane prima del primo giorno. Parlate con il bambino della scuola in modo positivo ma realistico: non promettete che «sarà fantastico», perché crea aspettative irrealistiche, ma raccontategli cosa lo aspetta: nuovi amici, giochi, la sabbiera, la maestra che si prenderà cura di lui. Potete anche leggere insieme libri sul primo giorno di scuola: la letteratura per l’infanzia offre molti ottimi titoli sul tema.
Se possibile, visitate insieme la scuola prima dell’inizio dell’anno. All’Accademia dei Piccoli organizziamo open day, durante i quali le famiglie possono vedere i nostri spazi, conoscere le insegnanti e respirare l’atmosfera del luogo. Per il bambino queste visite sono preziose: quando arriva «per davvero», il posto non è più del tutto estraneo.
Aiuta anche abituarsi alla routine: esercitarsi ad alzarsi al mattino, vestirsi da soli, mangiare a orari stabiliti. Più elementi della nuova quotidianità sono familiari al bambino, più dolce sarà l’inserimento.
Il saluto — breve e affettuoso
Per molti genitori il momento del saluto al mattino è il più difficile. Il bambino piange, si aggrappa alla gamba, grida «non andare». L’istinto dice: resta, abbraccialo, aspetta. E anche se l’abbraccio è importante, prolungare il saluto di solito peggiora la situazione.
Il saluto migliore è breve, affettuoso e prevedibile. Create il vostro rituale: un abbraccio, un bacio, «ti voglio bene, torno dopo pranzo» — e uscite. Con coerenza, con calma, con un sorriso. I bambini leggono le emozioni dei genitori come un libro aperto: se vedono nei vostri occhi paura e tristezza, ricevono il messaggio «questo posto è pericoloso». Se vedono calma e sicurezza, sentono: «se la mamma è tranquilla, allora posso restare qui».
Le lacrime non sono un fallimento
Molti genitori provano enormi sensi di colpa quando il bambino piange al momento del saluto. «Forse è troppo presto?» «Forse gli sto facendo del male?» È bene sapere che il pianto alla separazione è nei bambini piccoli una reazione del tutto naturale e sana. Significa che il bambino ha un legame forte con i genitori, ed è una cosa buona. Gli psicologi dello sviluppo dicono addirittura che l’assenza totale di reazione alla separazione può essere più preoccupante del pianto.
Nella stragrande maggioranza dei casi il pianto cessa pochi minuti dopo l’uscita del genitore. Il bambino si lascia coinvolgere nel gioco, entra in contatto con i compagni e le insegnanti e dimentica la tristezza. All’Accademia dei Piccoli le nostre insegnanti sanno bene come accompagnare il bambino in questi momenti difficili: lo abbracciano, lo consolano, gli propongono il suo gioco preferito. Non sminuiscono mai le sue emozioni («non piangere, i bambini grandi non piangono»), ma non rafforzano nemmeno la paura. Semplicemente ci sono, con calore e stabilità.
Come sostenere l’inserimento a casa?
I pomeriggi e le sere durante l’inserimento sono importanti quanto le mattine. Al ritorno da scuola il bambino può essere stanco, irritabile o particolarmente appiccicoso: è normale, perché ha elaborato nuove impressioni per tutto il giorno. Lasciategli spazio. Non sommergetelo di domande: «cosa hai fatto?», «con chi hai giocato?», «cosa hai mangiato?». I bambini piccoli non sanno raccontare la giornata a comando.
Piuttosto, semplicemente esserci. Abbracciatelo, fate insieme un gioco tranquillo, leggete un libro. La sera, durante il bagnetto o prima di dormire, sarà lui stesso a raccontare: del nuovo amico, della maestra con la collana bella, dello scarabeo in giardino. Questi racconti spontanei valgono più di un interrogatorio forzato.
Come funziona l’inserimento all’Accademia dei Piccoli?
Da noi l’inserimento segue i tempi del bambino, non del calendario. Nei primi giorni il genitore resta in aula con il bambino, che conosce le insegnanti, i compagni e lo spazio avendo accanto una base sicura. Poi il tempo del distacco si allunga gradualmente, finché il bambino non si sente sicuro da noi.
Per tutto questo periodo restiamo in stretto contatto con i genitori: parliamo non solo di ciò che succede a scuola, ma anche di ciò che notate a casa. Le risposte ad altre domande sono nelle nostre FAQ e, se vuoi parlare dell’inserimento di tuo figlio, contattaci.
Passerà — e sarà bellissimo
L’inserimento può essere difficile, ma è temporaneo. Dopo alcune settimane la maggior parte dei bambini entra a scuola con il sorriso, saluta gli amici e si mette subito a giocare. I primi giorni difficili diventano presto un ricordo lontano e al loro posto arrivano momenti bellissimi: nuove amicizie, scoperte, avventure. All’Accademia dei Piccoli facciamo di tutto perché questo processo sia il più dolce possibile, per i bambini e per i genitori. Perché sappiamo che la fiducia si costruisce lentamente, passo dopo passo, e non ci sono scorciatoie.
Fonti e letture di approfondimento
- Bowlby J., Attachment and Loss, Vol. 1: Attachment, Basic Books, 1969.
- Ahnert L., Gunnar M.R., Lamb M.E., Barthel M., «Transition to child care: associations with infant-mother attachment, infant negative emotion, and cortisol elevations», Child Development, 2004, 75(3), pp. 639–650.
- Edwards C., Gandini L., Forman G. (a cura di), The Hundred Languages of Children: The Reggio Emilia Experience in Transformation, 3ª ed., Praeger, 2012.
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