Wyżywienie

La dieta mediterranea per i bambini — le sane abitudini iniziano a tavola

Nella cultura italiana, condividere un pasto è da generazioni un modo per esprimere cura e vicinanza. Che cosa e come mangiano i nostri bambini influisce non solo sulla loro salute fisica, ma anche sul loro rapporto con il cibo, che li accompagnerà per tutta la vita. Per questo all’Accademia dei Piccoli la cucina è importante quanto la pedagogia.

Che cos’è la dieta mediterranea?

La dieta mediterranea è in linea con i principi di una sana alimentazione raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): tanta verdura, frutta, legumi e cereali integrali, poco zucchero, poco sale e pochi cibi ultra-processati. Nel 2010 l’UNESCO l’ha iscritta nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, come modo di mangiare, coltivare e condividere il cibo (UNESCO). Le sue basi sono verdura, frutta, legumi, cereali integrali, olio d’oliva, pesce ed erbe aromatiche. La carne rossa compare di rado, i dolci occasionalmente e i cibi ultra-processati non vi trovano posto.

Un menù ben bilanciato basato su questo modello può coprire il fabbisogno di un bambino in età prescolare di proteine, grassi, fibre, vitamine e minerali: il nostro punto di riferimento sono gli standard nutrizionali per la popolazione polacca (Jarosz et al., 2020). Una umbrella review del 2024 associa una maggiore adesione alla dieta mediterranea in bambini e adolescenti, tra l’altro, a una minore frequenza di asma e respiro sibilante e a una migliore forma fisica e maggiore attività fisica; il legame con il peso corporeo è risultato incerto (Masini et al., 2024). Si tratta per lo più di studi osservazionali, che mostrano associazioni e non dimostrano rapporti di causa-effetto: per questo li consideriamo un’indicazione, non una promessa. È utile sapere anche che persino nei paesi mediterranei molti bambini oggi mangiano in modo diverso: una rassegna ha rilevato che di solito vi aderiscono solo in misura bassa o moderata (Iaccarino Idelson et al., 2017).

La nostra cucina — il cuore della scuola

All’Accademia dei Piccoli abbiamo una cucina propria, completamente attrezzata, guidata dal nostro capo cuoco, Maciek Rudecki, cuoco con 11 anni di esperienza nella ristorazione collettiva e dietista diplomato (puoi conoscerlo nella pagina Chi siamo). Non è una cucina di catering che consegna pasti in vaschette di plastica: è una vera cucina, da cui escono i profumi della cucina di casa. Il menù è stato elaborato da un dietista esperto e prepariamo i pasti con prodotti polacchi e italiani di alta qualità.

Una giornata tipo è così: a colazione pane integrale con olio d’oliva, pomodori e mozzarella; a pranzo minestrone con verdure di stagione, poi pesce con cous cous e insalata; a merenda frutta di stagione con yogurt bianco. Semplice? Sì. Sano? Molto. Buono? I bambini mangiano con appetito, ed è la prova migliore. Ogni pasto è preparato con ingredienti freschi, sul posto, il giorno stesso.

Il pasto come rituale

Nella filosofia Reggio Emilia — e nella cultura italiana in generale — il pasto non è solo una «pausa per mangiare». È un momento sociale importante: un tempo per incontrarsi, parlare e condividere. Nella nostra scuola i bambini mangiano insieme a tavole apparecchiate, con piatti e posate veri. Imparano ad apparecchiare, a versare l’acqua e a passarsi il pane. Nelle famiglie italiane il pasto è un momento sacro, e noi coltiviamo questa tradizione nella nostra scuola.

Queste attività apparentemente semplici hanno un grande valore educativo. Il bambino che si serve da solo impara l’autonomia e la responsabilità delle proprie scelte. Il bambino che passa l’insalata a un’amica impara a prendersi cura degli altri. Il pasto condiviso costruisce il senso di comunità: siamo insieme e condividiamo ciò che è buono.

Il bambino non mangia? È normale

Ogni genitore conosce la scena: il bambino rifiuta un cibo nuovo, grida «non mi piace» ancora prima di assaggiarlo, oppure all’improvviso smette di mangiare ciò che ieri adorava. È un fenomeno del tutto naturale e ha un nome scientifico: neofobia alimentare. È tipica dell’età prescolare e i ricercatori la spiegano, tra l’altro, come un naturale meccanismo di protezione contro cibi sconosciuti e potenzialmente nocivi (Dovey et al., 2008).

Che cosa facciamo all’Accademia dei Piccoli? Prima di tutto non costringiamo. Mai. Costringere a mangiare crea associazioni negative e aumenta il rifiuto. Invece incoraggiamo ad assaggiare, diamo l’esempio (i bambini mangiano più volentieri ciò che mangiano i compagni), proponiamo più volte i nuovi sapori (in uno studio otto assaggi quotidiani di una verdura sconosciuta hanno aumentato nettamente quanto i bambini la gradivano e quanto ne mangiavano — Wardle et al., 2003) e, soprattutto, non trasformiamo il cibo in un campo di battaglia. Pazienza, calma e nessuna pressione: questa è la nostra ricetta.

Cucinare con i bambini

I laboratori di cucina sono una delle parti del programma che amiamo di più. I bambini impastano la pizza, staccano le foglie di basilico, mescolano l’insalata e preparano gli gnocchi. Non è solo un gran divertimento: è educazione sensoriale (consistenze, profumi, sapori), matematica (misuriamo, contiamo), linguistica (i nomi degli ingredienti in polacco e in italiano!) e sociale (lavoriamo insieme e aspettiamo il nostro turno).

La ricerca conferma questo effetto: in un esperimento con bambini dai 6 ai 10 anni, quelli che avevano aiutato a preparare il pasto hanno mangiato molta più verdura di quelli che avevano ricevuto il piatto già pronto (van der Horst et al., 2014). Nei laboratori con i nostri gruppi di età (accogliamo bambini dai 2 anni e mezzo ai 6 anni) i bambini assaggiano più volentieri i piatti che hanno aiutato a preparare. Lo stesso meccanismo funziona benissimo anche a casa: invitate i bambini in cucina e lasciateli mescolare, tagliare e assaggiare. Cucinare insieme è allo stesso tempo educazione, gioco e costruzione della relazione.

Sane abitudini per tutta la vita

Il rapporto con il cibo che costruiamo nell’infanzia ci accompagna per tutta la vita. Un bambino che fin da piccolo mangia in modo vario, scopre i sapori del mondo e capisce che il cibo può essere fonte di gioia e salute ha un enorme vantaggio. Non dovrà scoprire le verdure a trent’anni, a dieta. Non ha paura dei nuovi sapori. Sa godersi un pasto in compagnia. È uno dei doni più preziosi che possiamo fargli, insieme all’amore, alla sicurezza e a una buona educazione. All’Accademia dei Piccoli uniamo tutto questo ogni giorno, a una tavola ben apparecchiata, con il profumo della focaccia appena sfornata.

Puoi leggere di più sul menù e sui pasti nella nostra scuola nella pagina Alimentazione.

Fonti e letture di approfondimento

  • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Healthy diet – fact sheet. — principi di una dieta sana (paragrafo «Che cos’è la dieta mediterranea?»).
  • UNESCO, Mediterranean diet, Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, iscrizione 2010 (estesa nel 2013). — iscrizione UNESCO.
  • Jarosz M. et al. (a cura di), Normy żywienia dla populacji Polski i ich zastosowanie [Standard nutrizionali per la popolazione polacca], Istituto Nazionale di Sanità Pubblica PZH – PIB, 2020. — fabbisogno di nutrienti.
  • Masini A. et al., «Adherence to the Mediterranean Diet in Children and Adolescents and Association with Multiple Outcomes: An Umbrella Review», Healthcare, 2024, 12(4), 449, doi:10.3390/healthcare12040449. — associazioni con asma, forma fisica e peso corporeo.
  • Iaccarino Idelson P., Scalfi L., Valerio G., «Adherence to the Mediterranean Diet in children and adolescents: A systematic review», Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases, 2017, 27(4), pp. 283–299. — grado di adesione alla dieta tra i bambini.
  • Dovey T.M., Staples P.A., Gibson E.L., Halford J.C.G., «Food neophobia and ‘picky/fussy’ eating in children: a review», Appetite, 2008, 50(2–3), pp. 181–193, doi:10.1016/j.appet.2007.09.009. — neofobia alimentare.
  • Wardle J., Herrera M.-L., Cooke L., Gibson E.L., «Modifying children’s food preferences: the effects of exposure and reward on acceptance of an unfamiliar vegetable», European Journal of Clinical Nutrition, 2003, 57(2), pp. 341–348, doi:10.1038/sj.ejcn.1601541. — assaggi ripetuti di nuovi cibi.
  • van der Horst K., Ferrage A., Rytz A., «Involving children in meal preparation. Effects on food intake», Appetite, 2014, 79, pp. 18–24. — cucinare con i bambini.
Katarzyna Jaszczuk – Direttrice metodologica, Accademia dei Piccoli

L’autrice

Katarzyna Jaszczuk

Direttrice metodologica della scuola dell’infanzia Accademia dei Piccoli a Kabaty. È responsabile del programma educativo ispirato all’approccio Reggio Emilia, della documentazione pedagogica e del sostegno alle insegnanti nel lavoro quotidiano con i bambini. Conosci il nostro team

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